sabrina's profileOLTRE L'IMMAGINAZIONEPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 21

    L'angelo necessario

    Image Hosted by ImageShack.us

    Io sono l’Angelo della realtà,
    intravisto un istante sulla soglia.
    Non ho ala di cenere, né di oro stinto,
    né tepore d’aureola mi riscalda.
    Non mi seguono stelle in corteo,
    in me racchiudo l’essere e il conoscere.
    Sono uno come voi, e ciò che sono e so
    per me come per voi, è la stessa cosa.
    Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra,
    poiché chi vede me vede di nuovo
    la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
    caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
    monotono levarsi in liquide lentezze e afferrare
    in sillabe d’acqua; come un significato
    che si cerchi per ripetizioni approssimando.
    O forse io sono soltanto una figura a metà,
    intravista un istante, un’invenzione della mente,
    un’apparizione tanto lieve all’apparenza
    che basta che io volga le spalle,
    ed eccomi presto, troppo presto, scomparso.

                                                      W. Stevens

    Image Hosted by ImageShack.us

    Fino a qualche mese fà non conoscevo Wallace Stevens, eppure questa sua
    poesia mi ha subito colpito per la sua originalità. Dedicata ad un angelo della terra che è sempre presente nella nostra mente, che traspare appena per poi svanire. Qui è soprattutto la mente a parlare, che si libera nella parola rivolgendosi al mondo. Scrivere per Stevens é come scalare un monte, avere una meta, ed egli trova nella poesia la sua meta, la sua "roccia esatta" che attraverso l'immaginazione si libera nella parola. L'Angelo Necessario diventa quindi la nostra capacità di uscire dalla routine,e quello che noi riusciamo a liberare con la nostra immaginazione.

    September 01

    Voyelles

    A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu : voyelles,  
    Je dirai quelque jour vos naissances latentes :        
    A, noir corset velu des mouches éclatantes           
    Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,        
    Golfes d'ombre;E, candeurs des vapeurs et des tentes,
    Lances des glaciers fiers, rois blancs, frissons d'ombelles ;
    I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles
    Dans la colère ou les ivresses pénitentes ;
    U, cycles, vibrements divins des mers virides,
    Paix des pâtis semés d'animaux, paix des rides
    Que l'alchimie imprime aux grands fronts studieux ;
    O, suprême Clairon plein des strideurs étranges,
    Silences traversés des Mondes et des Anges :
    - O l'Oméga, rayon violet de Ses Yeux !
     
                                                                                        
                                                       A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali, 
                                      Dirò un giorno le vostre origini latenti: 
                                      A nero busto irsuto delle mosche lucenti 
                                      Che ronzano vicino a fetori crudeli,
                                      Golfi bui; E, candori di vapori e di tende, 
                                      Lance di ghiacciai, bianchi re, brividi d'umbelle; 
                                      I, sangue e sputi, porpore, riso di labbra belle 
                                      Nella collera o nelle ebbrezze penitenti;
                                      U, fremiti divini di verdi mari, cicli, 
                                      Pace di bestie al pascolo, pace di quelle rughe 
                                      Che imprime alchìmia all'ampia fronte dello studioso;
                                      O, la superna Tromba piena di strani stridi, 
                                      Silenzi visitati dagli Angeli e dai Mondi: 
                                      - O, l'Omega, violetto raggio di quei Suoi Occhi! 
     
     
                                                            
                                                                                                                   A. Rimbaud 
     
     
     
    Rimbaud ha inventato il colore delle vocali, immagina infatti un colore corrispondente per ciascuna di queste a cui vengono associate tutta una serie di immagini. La poesia è qui visione dall'interno, capacità visionaria di creare, attraverso la fantasia e la forza evocativa della parola poetica, una nuova realtà. Così che anche le vocali possono assumere un colore o un immagine che le identifica.