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5月27日 Basta un poco di....L'essenziale è invisibile agli occhi Il piccolo principe Antoine de Saint-Exupéry
Cosa rappresenta questa immagine? Si intuisce? Forse si, basta un pizzico di Immaginazione....ma...chiunque conosca il piccolo principe sa che questo disegno non rappresenta un cappello...bensì un boa che ha appena ingoiato un elefente intero. L'immaginazione non è semplicemente fantasia, ma "è vedere la realtà delle cose...le cose così come sono e non come la fantasia le elabora.''(A.Guadì) Il piccolo principe è 'solo' un bambino, ma lo sa perfettamente; e anche che questa è di aiuto a tutti gli uomini.E allora l'immaginazione può far progredire e aiutare il genere umano?Magari creando qualcosa che non è mai esistito prima o aggiungendo al vecchio, un nuovo più affascinante, più elaborato...rielaborato! Forse allora tutti dovremmo prendere esempio dal piccolo principe...perchè a volte non riusciamo a vedere al di là del nostro naso, mentre qualche volta bisognerebbe sforzarsi di ' andare oltre'. 5月4日 INFINITOSempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo; ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare. G.Leopardi
Il paesaggio che Leopardi vede è prevalentemente frutto della sua immaginazione, poichè la siepe limita la visuale, ma innesca uno stimolo nel suo pensiero. Appare oltre lo spazio limitato dalla siepe, uno spazio indefinito dove perdersi. La realtà costituisce la compensazione, l'alternativa ad una realtà vissuta che risulta a volte infelice e noiosa. Ciò che stimola l'immaginazione a costruire questa "realtà parallela" in cui l'uomo trova illusorio appagamento al suo bisogno di infinito, è tutto ciò che è vago,lontano, ignoto.
Particolari sensazioni visive e uditive inducono perciò l'essere umano a crearsi quell'infinito a cui aspira. Questo appunto rappresenta uno di quei momenti privilegiati in cui l'immaginazione strappa la mente alla realtà; un infinito tutto soggettivo che nasce dalla propria identità, dal proprio stato d'animo come riflessione sul proprio sè. |
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